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IL PERIODO DEL GOVERNO MILITARE ALLEATO

Il Territorio Libero di Trieste (TLT), Stato autonomo con propria sovranità, smilitarizzato e neutrale, è quindi sorto e funziona correttamente in accordo ai dettami del Trattato di Pace e del Regime Provvisorio (vedi figura 3). Vengono applicate le norme di fiscalità e di bilancio economico proprie del TLT. La legislazione specifica del territorio viene promulgata con Gazzette Ufficiali del TLT.

 

L’articolo 3 dell’allegato VI prevede la nomina del Governatore che, in virtù dello spirito internazionale del nuovo Stato, non deve essere né cittadino triestino, né italiano, né jugoslavo. Segue un periodo in cui i due blocchi orientale ed occidentale (è ormai in atto la guerra fredda), sfruttano la questione di Trieste per mantenere alta la tensione. Tutti i Governatori proposti sia da una parte che dall’altra vengono sistematicamente sottoposti a veto per motivi i più disparati. Si è giunti sino a porre un veto reciproco sullo stesso nome, prima proposto da un blocco poi dall’altro!

 

Durante questo periodo sono numerose le leggi italiane che confermano gli obblighi derivanti dal Trattato di Pace, relativamente al Territorio Libero di Trieste (trasferimento dei dipendenti pubblici, abolizione della Corte d’Appello, ratifica del Trattato di Pace, Codice della Navigazione, Uffici Consolari, supporto al sistema monetario del TLT). Tali leggi sono tuttora in vigore! Durante gli anni ’50 la Guerra Fredda si inasprisce e la situazione internazionale peggiora (guerra di Corea). La questione di Trieste perde di importanza rispetto ai rischi di una nuova guerra che poteva usare armamento nucleare.

 

Sia l’Italia che la Jugoslavia approfittano di questo periodo di disattenzione internazionale per ottenere vantaggi. L’Italia favorisce l’insorgere di disordini nella Zona A e paventa rischi di incorporazione di Trieste nella Jugoslavia. Nella Zona B la Jugoslavia costringe ad un nuovo esodo la popolazione potenzialmente ostile e ad un definitivo incorporamento nella Repubblica Federativa, istigando i rimanenti ad un odio contro gli italiani rei degli abusi perpetrati sotto il regime fascista. Trieste si vede nuovamente costretta ad accogliere gli esuli istriani che erano in generale più facilmente assoggettabili ad abbracciare il patriottismo italiano.

Nella Zona A le tensioni raggiungono un limite tale da non poter essere più controllate se non anche con la forza. Il rischio che il tutto si trasformi in una guerra civile o addirittura una contrapposizione di forze armate inducono i Governi del Regno Unito, degli USA, dell’Italia e della Jugoslavia ad addivenire ad un Memorandum d’Intesa (Memorandum of Understanding) con il quale si trasferisce l’amministrazione provvisoria della Zona A dal Governo Militare Alleato (GMA) al governo italiano mentre alla Jugoslavia viene confermata l’amministrazione civile della Zona B.

 

Il Memorandum d’Intesa viene sottoscritto a Londra il 5 ottobbre 1954.

 

In linea generale il Memorandum d’Intesa viene considerato legittimo anche se dal punto di vista del diritto internazionale potrebbe essere attaccabile in diversi suoi aspetti.

 

La comunità internazionale però ritiene che con questo atto si sarebbero scongiurati i rischi di aumento della tensione. Anche in questa occasione non viene modificato lo “status” di indipendenza del TLT ma si ribadisce che Italia e Jugoslavia provvederanno all’amministrazione civile rispettivamente delle Zone A e B .

 

(vedi figura 4).

Viene inoltre espressamente ribadito all’Italia che dovrà essere mantenuto il Porto Franco Internazionale di Trieste e nulla cambia in termini di sovranità del territorio (vedi figura 5).

 

E’ importante aver ben chiara la differenza fra “amministrazione” e “sovranità” . Uno Stato amministratore è obbligato ad applicare le legislazione specifica del territorio amministrato mentre uno stato sovrano ha pieni poteri di applicare nel territorio le proprie leggi.

Figura 3

Figura 4

Figura 5

 

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